La Danzaterapia come strumento di crescita e di cambiamento

La Danzaterapia come strumento di crescita e di cambiamento
(di Patrizia Virtuoso)

La Danzaterapia può costruire un momento importante di crescita personale in cui l’attività di mobilizzazione del corpo in movimento risveglia il mondo emotivo e simbolico del soggetto danzante. Il corpo non censura le emozioni così come generalmente fa il linguaggio verbale e si ribella alla razionalità di un mondo fermo, rigidamente fissato sulle forme.

 

Il linguaggio analogico, o comunicazione non verbale, indissolubilmente legato al corpo, sfugge alle regole razionali e fa riferimento alle emozioni e ai vissuti.

E’ strettamente legato all’inconscio e ci racconta come realmente siamo. Esso comprende le posizioni che il corpo assume, le espressioni del viso, le sequenze, il ritmo.

Danzare significa dunque creare delle risonanze nella propria coscienza, che dall’emisfero sinistro, sede della razionalità e del controllo, deve aprirsi all’emisfero destro.

A questo punto non sarà più l’Io a danzare, perché le modificazioni profonde all’interno della psiche sono accadute, bensì sarà possibile intravedere gli archetipi che hanno agito il soggetto senza che egli ne fosse consapevole.

Danzare in gruppo facilita enormemente il lavoro.

Il gruppo diventa simbolicamente uno spazio speciale luogo in cui rispecchiarsi con l’altro da sé, un luogo di trasformazione psicofisica.

Ecco perché la danza può farsi tramite dell’evoluzione dell’individuo.

Nella nostra cultura dove il razionale è fortemente privilegiato ed impera come l’elemento vincente, il mondo dell’analogico e del simbolico, vengono messi in secondo piano e in alcuni casi pericolosamente rimossi.

Se pensiamo ad un gruppo di bambini si può ipotizzare di utilizzare la danza come strumento per superare il disagio che alcuni di loro manifestano.

Il compito della Danzaterapia, è dunque, quello di dialogare con il disagio fornendo ai soggetti coinvolti un’opportunità per stare meglio con il proprio malessere o laddove è possibile superarlo e integrarlo.

Il compito del conduttore sarà quello di fungere da ponte tra sé e l’utente. Entrando in risonanza con lui, il danzaterapeuta cercherà di fargli vivere un’ esperienza esterna che esprima il più possibile, nel senso e nel significato, un’esperienza che egli sta vivendo dentro di sé.

Questa pratica dunque, sviluppa la creatività e mette in contatto con l’energia vitale, lasciandola fluire laddove è bloccata e lavora sull’integrazione delle varie parti di sé per dare quel senso di identità che aiuta a conquistare stima e fiducia.

Ogni incontro prevede una fase di riscaldamento, in cui il corpo comincia a sciogliersi dalle contratture e in cui staccare la mente dai pensieri ordinari; un momento centrale, in cui lavorare su un tema; il rilassamento chiude infine l’incontro.

La musica appositamente scelta dal conduttore, è fondamentale e porta con sé un carico simbolico potentissimo. E’ da sottolineare anche l’utilizzo oggetti di semplice fattura come stoffe, palloncini, elastici, che hanno lo scopo di ampliare i movimenti, di stimolare le qualità sensoriali e di parlare direttamente al corpo e all’inconscio facendo risuonare la loro intrinseca potenzialità simbolica.

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